MAR

03

2017

BACK TO CLASSIC: REGIMENTAL

BACK TO CLASSIC: REGIMENTAL

Da dove nasce la rigatura Regimental tipica delle cravatte e nel tempo traslata anche sui tessuti di giacche e gilet dal look raffinato?

La storia comincia il 4 luglio 1845 al Blenheim Hotel di Bond Street (Londra), in occasione del pranzo dopo l’annuale partita di cricket tra le squadre Harrow School e Eton. Fu lì che i quattro studenti di Cambridge John Loraine Baldwin, l’Onorevole Frederick Ponsonby; l’Onorevole Spencer Ponsonby e Richard Penruddocke Long, fondarono un club che puntava a promuovere lo spirito del cricket amatoriale. Si facevano chiamare I Zingari e pur non avendo un campo di gioco proprio, diventarono presto il team più forte del XIX secolo. I loro colori della divisa erano nero, rosso e oro, in accordo con il motto «Out of darkness, through fire, into light» (Fuori dalle tenebre, attraverso il fuoco, nella luce).

Presto queste cromie furono adottate anche per il blazer e per il nastro che avvolgeva la classica “paglietta” (boater) indossata dai membri del club, diventando così il primo esempio delle School Ties, le cravatte scolastiche da cui discendono le regimental.

È il 1880 e i membri del club di regate dell’Exeter College di Oxford tolsero il nastro rosso e nero che ornava il boater per annodarselo al collo come cravatta lunga. Era la prima vera moderna cravatta scolastica, che nel tempo si differenziò cromaticamente a seconda dei gradi e delle specializzazioni di alunni e laureati.

Il successo fu subito enorme, tanto che in poco tempo nella middle-class vittoriana non esisteva associazione civile o sportiva o club di gentiluomini senza la propria cravatta con i colori sociali.

Poteva forse l’esercito britannico essere da meno?

Tra il maggio e il luglio del 1881 la fanteria inglese subì la “Riforma Childers”, che oltre ad abolire il numero d’ordine dei vari reggimenti, ne soppresse i secolari colori distintivi sostituendoli con soli tre colori che ne indicavano l’origine territoriale: bianco per i reparti inglesi e gallesi, giallo per gli scozzesi e verde per i reparti irlandesi. Il blu era invece riservato alle Guardie e ai reggimenti Reali.

Per fare fronte al malcontento generato da una riforma che sembrava compromettere le solide tradizioni delle divise militari, sull’esempio delle cravatte scolastiche, nacquero le Regimental Ties con il colore di fondo dell’uniforme, quello delle mostreggiature e quello dei bottoni o di altri riferimenti alle tradizioni del reggimento.

Per esempio, i reggimenti della Guardia ebbero il Dull red and navy, che ricordava l’uniforme rossa e le mostreggiature blu.

Da quel momento l’uso delle regimental si estese a macchia d’olio: la cravatta era simbolo di un legame e, come affermò un membro della Famiglia Reale, «la sua presenza, sia che fosse riposta in un cassetto o anche solo nella memoria del passato, dovrebbe offrire conforto e forza d’animo nei momenti difficili».

Tra le due guerre la cravatta regimental assunse tale prestigio da far dire a Bruce Boyer, storico americano della moda, che in quell’epoca incontrando qualcuno in Inghilterra «non gli si doveva stringere la mano prima di aver verificato i colori della sua cravatta».

Nel 1919, il Principe del Galles – considerato uno degli uomini più eleganti del mondo – visitò gli Stati Uniti indossando la cravatta Dull red & navy dei Grenadier Guards in cui aveva prestato servizio durante la Grande Guerra.

Immediatamente gli americani copiarono il suo stile adottando delle cravatte regimental stampate in modo diverso (con le strisce disposte da destra a sinistra rispetto alle originali da sinistra a destra), per evitare spiacevoli equivoci.

Oggi l’acquisto è liberalizzato e non serve più esibire le prove di appartenenza a quel tale reggimento, anche se per evitare situazioni imbarazzanti in contesti formali -soprattutto se ci si trova nelle isole britanniche – non è consigliabile indossare cravatte regimental a cui non si appartiene. Le uniche regimental ties ancora inaccessibili sono quelle riservate ai soci dei Club privati, soprattutto londinesi.

Negli anni il regimental ha acquisito lo status di stile vero e proprio, non sono limitato alle cravatte ma esteso anche ai tessuti per il confezionamento di giacche, gilet e completi maschili in cui le righe diventano vero e proprio must per chi insegue un’eleganza dal sapore di altri tempi.

Photo source: http://gpdhome.typepad.com/royalblognl_news_summary/2010/05/page/4/

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*