MAG

03

2017

ELEGANZA E ALTRE STORIE: INTERVISTA A FEDERICO BUFFA

ELEGANZA E ALTRE STORIE: INTERVISTA A FEDERICO BUFFA

Un maledetto privilegiato?

(Dice così perché ha la rara fortuna di fare le cose che ama, per lavoro.

Sport, dall’NBA che l’ha reso famoso al calcio delle Storie Mondiali, fino alla recente produzione di Sky Sport HD Federico Buffa racconta Muhammad Ali.

Cinema, da sempre. Non a caso l’abbiamo incontrato al Far East Film Festival di Udine, rassegna dedicata al cinema orientale di cui non si perde mai un’edizione.

Teatro, una nuova scommessa a quanto pare ben riuscita, visto il lungo tour del suo spettacolo Le Olimpiadi del ’36.

E poi ancora incontrare dal vivo il pubblico, ascoltare e raccontare storie, viaggiare.

Il privilegio di Federico Buffa deriverebbe dal non avere vincoli e responsabilità?

Ma come facciamo a convincerci che non c’è anche un grande merito nel saper riconoscere le opportunità che la vita dissemina, come perle preziose?

Se poi si aggiunge anche la capacità di prendere queste occasioni come sfide, mettersi alla prova e vincerle…, ndr)

 

Se fossi un tessuto?

Velluto nero

 

Una decade del ‘900?

Gli anni Trenta

 

Un vino?

Malbec Argentino, Catena Zapata

 

Film?

In the mood for love di Wong Kar-wai

 

Disco?

Weather Report, ultimi album

 

Una città?

Da qualche parte in Spagna

 

Tradizionalista o sperimentatore?

Tradizionalista

 

Must have nell’armadio

La giacca destrutturata, invenzione stilistica con cui Armani a partire dagli anni ‘80 ha sdoganato un’eleganza rilassata e personale.

 

Blazer blu o giacca di pelle?

Devo proprio scegliere?

 

Camicia o t-shirt?

Entrambe, questione di periodi.

Per esempio negli anni ’90 abbiamo cominciato a mettere le t-shirt sotto la giacca. Anche stavolta dietro c’è Armani.

 

Il tuo rapporto con gli accessori

Mi sono da poco riconciliato con i cappelli dopo anni di rapporto conflittuale. Mai senza cintura! Sarà per l’odore del cuoio… (che non a caso è una delle note dominanti nel Malbec?)

 

Un tratto davvero imperdonabile del look maschile?

Il calzino corto. Ci dovrebbe essere una legge a punirlo!

(…l’Avvocato, ndr)

 

Ci sono capi che conservi o capi portafortuna?

Alcuni capi con splendidi tessuti anni ’80. Non sono più indossabili per il taglio, ma mi piace l’idea di averli ancora da qualche parte. Oggi manca quel tipo di ricerca, l’attenzione alla scelta del tessuto è diminuita a favore del sempre più diffuso sintetico.

 

Stilisti preferiti?

Margiela e Yves Saint Laurent

 

Cosa è per te l’eleganza?

Eleganza non è vistosità. È qualcosa che si nota subito, spesso senza capirne il perché.

 

Cosa è per te la bellezza?

Uso le parole di Truffaut: «Le gambe delle donne sono dei compassi che misurano il globo terrestre in tutte le direzioni, donandogli il suo equilibrio e la sua armonia» (da L’homme qui aimait les femmes di François Truffaut, 1977)

 

Meglio un uomo (o donna) belli ma vestiti così così o un uomo (o donna) così così ma vestiti bene?

Un uomo o una donna così così, ma vestiti bene. Perché la componente di scelta è più importante della componente di natura. BE THE BEST YOU CAN BE

 

Cosa influenza il tuo senso estetico?

Condivido l’estetica giapponese dove contano le proporzioni, con un leggero passaggio del tempo che toglie l’effetto “nuovo di zecca”.

 

Sai stirare?

Mi è capitato di stirare, il che non significa che sia capace di farlo!

 

Sai fare la lavatrice?

Spreco d’acqua incredibile…

 

La prima cosa che metti in valigia?

Il pigiama. È la pietra angolare della valigia. O anche le scarpe.

 

Come ti senti a tuo agio?

Con una giacca o un capospalla importante.

 

Look per le occasioni speciali?

Non ho mai la percezione delle occasioni speciali.

 

Icone di stile, uomo e donna

David Bowie aveva un gusto molto interessante. E poi Virna Lisi.

 

Cosa pensi dell’attuale sistema fashion dove domina la moda low-cost?

I grandi colossi sono molto criticati nell’establishment della moda, ma non dimentichiamo che anche essi adempiono a una funzione importante perché hanno reso la moda accessibile a tutti.

 

Sei sensibile alle mode?

Non le seguo, preferisco un bel tessuto a un taglio attuale. Il rapporto tattile con l’indumento è molto importante e la scelta dei capi è condizionata soprattutto dalla mia condizione corporea.

 

Vanitoso?

Diffidate da chi non lo è!

 

Fai shopping?

Sì, preferibilmente da solo

 

Lo sportivo più elegante?

Mi piace lo stile di Dwyane Wade (giocatore dei Chicago Bulls, ndr)

 

Oggi gli sportivi rischiano di essere dipendenti dalle mode?

Troppo! Anche se poi dicono di essere loro a fare le mode… e spesso non hanno tutti i torti.

 

Nei tuoi momenti di cambiamento anche il look si evolve?

Tutto cambia.

 

Sei tu che ti imponi di cambiare entro certe scadenze o ci sono momenti particolari?

Il cambiamento è fondamentale, siamo esseri in divenire.

Si tratta di fasi naturali, se hai il privilegio di poterlo fare – che nel mio caso specifico deriva dal non avere responsabilità (vedi prima domanda, ndr) – il cambiamento ti consente di metterti in situazioni sempre più stimolanti.

 

Nella foto Federico Buffa con look Santaniello

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